Progetto N:UTRIRE

Il Progetto comprende l’Indirizzo Alberghiero ma non si esaurisce con esso. Esso fa infatti riferimento a un ruolo più ampio che l’Istituto Nazareth può assumere nel panorama enogastronomico napoletano (italiano, europeo,..) ed è quindi un progetto rivolto non solo agli studenti ma anche ai genitori e a tutti i “fruitori esterni” alla platea scolastica (chiunque si avvicini al Nazareth attraverso i corsi di formazione, alle degustazioni, agli eventi, alle conferenze, ecc.).

La denominazione che abbiamo pensato di dare al progetto dell’Istituto Nazareth di Napoli è
N:UTRIRE, acronimo di Napoli: Umanità Tradizione Ricerca Internazionalità Responsabilità Educazione.
Perché questo acronimo? Perchè rappresenta un progetto fondato su 4 principi:
- sapere (dovrà essere una scuola e insieme un centro di cultura ed educazione);
- sostenibilità (sociale, economica, ambientale);
- responsabilità (produttori responsabili, consumatori consapevoli);
- innovazione (nei cibi, nelle tecnologie, nelle relazioni commerciali).

Napoli.
Napoli sede del Nazareth. Ma anche Napoli, come ex capitale del Regno della Due Sicilie, è stata per secoli una delle principali capitali continentali e ancora oggi conserva il rango (e il fascino) di una grande metropoli europea (e dunque mondiale). Ma Napoli è anche, geograficamente, al centro del bacino del Mediterraneo, testa di ponte tra Europa ed Africa, tra Europa e Medio Oriente, tra il Nord e il Sud del Mondo, tra la civiltà occidentale e quella afro-asiatica.

Umanità.
Mettiamo al centro l'uomo, quindi lo sviluppo della persona e di tutte le loro capacità ivi incluse le relazionali e manageriali e non solo quelle tenciche “addetti ai lavori”. Umanità significa anche ragionare di economia sostenibile, di non spreco, di solidarietà (gli studenti potranno essere impegnati in attività di volontariato).

Tradizione (Territorio?)
Nessun luogo al mondo ha la tradizione culinaria del Bel Paese e su questo terreno, in particolare, il Meridione d’Italia non teme confronti con nessuna altra area territoriale.
Il mondo del cd. food sembra inoltre avere dimenticato che parlare di cibo significa innanzitutto parlare della terra e delle persone che la lavorano (e che raccolgono e trasformano i frutti che essa ci regala).

Ricerca.
La ricerca in cucina, ma anche nella tecnologia, nel commercio, nella cooperazione, nelle metodologie formative.

Internazionalità (Innovazione?).
E’ un progetto che parte ambisce fortemente ad essere internazionale, per gli apporti (ad
es. formatori, ricette, ingredienti) che verranno da fuori il contesto locale, ma anche per i
contatti professionali con Paesi diversi a ci indirizzare gli studenti per stage ecc.
(I anche come Innovazione di processo e di prodotto, ma anche come risultato della
ricerca, per essere sempre un passo avanti ai competitor italiani e globali).

Responsabilità.
Diffusione della cultura della responsabilità tra tutti gli attori coinvolti: studenti in
primis ma che professionisti, imprese della ristorazione e ricettività produttori,
associazioni di categoria partner dell’iniziativa. La responsabilità è verso tutti: verso i
consumatori/clienti, ma anche verso i dipendenti, la comunità dei produttori locali, il
mondo dei più deboli, ma anche e soprattutto verso l’ambiente e il nostro delicato
ecosistema (il Centro sarà particolarmente attento alla filosofia zerowaste, che, oltre ad
essere un segno concreto di impegno, darà una grande eco mediatica).

Educazione.
Significa fare educazione all’altro, alla diversità, e ovviamente anche alimentare, al
consumo critico, al turismo responsabile, accompagnando lo studente e il pubblico verso
una crescente consapevolezza di cosa sia il buon cibo, la qualità dei prodotti e dei servizi,
evitando il rischio, invero concreto, di una deriva “statunitense” dei modelli di consumo
(pochissime persone molto informate, moltissime persone poco informate).

Per i motivi che abbiamo appena spiegato, N:UTRIRE non dovrà costituire solo un
Istituto alberghiero / scuola di cucina, ma un vero e proprio “discorso sul cibo” (proprio
come il Discorso sul metodo di Cartesio: da cogito ergo sum, partendo dal cibo come
aspetto fondante della nostra vita comunitaria e produttiva, a “mi nutro quindi sono”).
Sarà pertanto “l’edificio”, fisico e teorico, di un discorso culturale più ampio su:
- cultura gastronomica ed enologica
- cultura imprenditoriale e gestionale, in correlazione alla ristorazione e alla
ricettività
- cultura delle tradizioni
- cultura delle produzioni agricole e dell’allevamento (ivi inclusa pesca e
acquacoltura)
- cultura della tecniche di trasformazione artigiane e delle tecnologie industriali
- cultura delle tecniche culinarie (ivi inclusa la pa
sticceria)
- cultura della salute e della sicurezza
- cultura dell’educazione alimentare
- cultura della sostenibilità (economica, ambientale, sociale), del non spreco e del
rifiuti zero
- cultura della solidarietà e della cooperazione
- cultura dell’ospitalità, della convivialità e dell’incontro.